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Quando Essere vuol dire Partecipare

Scritto il 13 novembre 2009 da arianna_p. Leggi altro su Comunanze.

Dalle pagine di Comunanze.net segnaliamo due cause molto importanti che in questo momento, sia a livello locale che nazionale, colpiscono direttamente il valore dell’Essere cittadino, se non, ancora in modo maggiore, dell’Essere uomo. Parliamo di Acqua, bene principale per la vita umana e di Lavoro, altro bene essenziale per la dignità e la sopravvivenza di ogni individuo in questa società che ha imparato a vendere e a commercializzare tutto, anche l’anima della gente.

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Come la storia ci insegna, o dovrebbe insegnarci, le grandi crisi economiche, spesso costruite a tavolino, sono l’anticamera, il paravento, l’avanspettacolo, il pretesto per chi ha messo e vuole mettere le mani, distruggendoli, sui beni, sulle libertà e su quei diritti che tanti uomini si sono faticosamente conquistati durante lunghissimi processi storici. Si sa che le peggiori leggi che hanno attentato alla reale dignità delle vite delle persone sono state spesso sciolte nell’aria da quei Club esclusivi a cui ancora oggi ci appelliamo delegando il potere di legiferare sulla nostra esistenza, da quei gruppi di persone rinchiusi nei Palazzi che non rappresentano più se non loro stessi, mentre tutti eravamo in vacanza al mare, durante le feste di Natale o mentre uscivano i numeri dell’ultima lotteria nazionale.

Questo è quello che sta accadendo proprio in questo delicato momento storico, nel nostro Paese, ma non solo, in Europa, nell’Occidente bene, in tutto il mondo. Mentre la maggior parte dei media ci urla dentro le orecchie, ci richiamano all’urgente e imminente attenzione su processi e collusioni mafiose di questo o quel politico, sui crocifissi che devono o non devono restare, sugli ultimi nani e sulle ultime ballerine, qualcuno (non è qualunquismo ma andrebbe scritto un altro articolo su questi reali responsabili) ci sta portando via i beni più preziosi, i diritti fondamentali, le nostre esistenze stesse: il diritto all’acqua e il diritto al lavoro.

Per questo vi invitiamo a partecipare al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua che lancia una campagna contro i recenti provvedimenti governativi volti alla privatizzazione dell’acqua:

“Con un decreto del 10 settembre scorso (D.L. 135/09, Art. 15) il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati. Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.”

Noi pensiamo che sia doveroso, da parte di chiunque voglia reputarsi cittadino e da parte di chiunque abbia a cuore non solo il suo, ma il benessere di tutta la collettività, quella presente e quella che apparterrà alle generazioni future, difendere un bene così prezioso per la vita di tutti.

Per questo vi chiediamo di partecipare e sottoscrivere la petizione della Campagna Nazionale “Salva l’acqua” e di sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica, i vostri familiari, i vostri amici e tutti quelli che incontrerete, su questo tema così importante.

Un’altra battaglia che Comunanze.net vuole segnalare è quella che stanno portando avanti instancabilmente e ormai da diverso tempo i lavoratori della Manuli Rubber Industries di Ascoli Piceno. La crisi che ha investito questo territorio in maniera direi devastante, che ha visto le Aziende principali chiudere e mandare a casa centinaia di lavoratori e padri di famiglia, non ha fatto leva sul coraggio e l’onestà di queste persone.

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Dopo un susseguirsi di varie vicende, spesso sconfortanti, di cui potete prendere coscienza sul blog Presidio Manuli creato dagli stessi lavoratori per informare e sensibilizzare la

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gente su ciò che i grandi media invece continuano ad occultare, per farsi invece carico sempre di più di nani e di ballerine, i lavoratori si sono sentiti abbandonati, sia dai Sindacati che da quelle stesse Istituzioni che avrebbero dovuto invece tutelarli, nel corso di alcune importanti trattative che hanno visto piegarsi più alle esigenze dei “furbi” e dei “padroni” che a quelle dei lavoratori, delle famiglie, e dell’economia di questo territorio.

Per questo motivo, in perfetto stile 2.0, queste persone hanno deciso di auto-organizzarsi, di auto-gestirsi e di rinunciare a inutili deleghe di rappresentanza, e questo a noi piace molto, direi, organizzando un appello, una raccolta di firme, una petizione on-line da presentare direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico.

A noi è sembrata cosa lodevole, un puro manifesto di cittadinanza attiva, dove non hanno giocato l’egoismo e il disinteresse, la chiusura o quell’ottusità della cura esclusiva del proprio orticello , mali assoluti di questa epoca che ci vede divisi e deboli, e per questa ragione abbiamo deciso di firmare e sensibilizzare gli altri a farlo, in quanto la loro lotta è la nostra lotta, il loro mondo è il nostro mondo.

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