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Piceno abbandonato: fantasia di recupero di una ricchezza lasciata nel degrado.

Scritto il 3 ottobre 2009 da giosby. Leggi altro su Comunanze.

Ogni tanto vado a passeggio nel Piceno, a volte a piedi e a volte in moto. Non è difficile, mi basta uscire di casa … Vivo qui da cinque anni e sempre quando vado in giro incontro ruderi che attirano la mia attenzione.

Poi mi fermo e se riesco, mi faccio largo tra la vegetazione che divora selvaggiamente i muri, entro e trovo vecchie stalle con mangiatoia e ragnatele,

un vecchio muro con una vecchia porta scardinata

la porta di un pollaio smangiata dai tarli e dall’erosione del tempo

geometrie che profumano di antico

o scale assediate dai rovi che portano al forno sospeso nel nulla

poi trovo ancora la scopa di una vecchia strega

o la catena arrugginita sulle venature del legno

Catena sulle venature del legno

infine mi allontano, raccogliendo un frutto da un albero generoso

Esistono qui centinaia di casolari, in condizioni più o meno precarie. Un patrimonio antico, in stato di abbandono, quasi sempre in località sperdute, isolate, tranquille, immerse in una natura ancora incontaminata.

Penso quante possibilità ci sarebbero di recuperare queste ricchezze. Certo, è più facile buttarle giù! Costruire un bel palazzo moderno. Poi immagino la Toscana, o l’Umbria che hanno raccolto da queste architetture enormi ricchezze, recuperando vecchi materiali e ricostruendo le atmosfere originali.

Chissà? Magari si potrebbe progettare un recupero di tanta ricchezza. Un progetto che trovi magari i fondi della CEE, quelli a fondo perduto, che magari hanno fatto la fortuna di qualche speculatore.

Invece potrebbero essere utilizzati da una comunità terapeutica che rende abitabile una parte del casolare e poi, piano piano, ricostruisce tutto … o da una scuola edile, che impara da un vecchio mastro stili di lavoro destinati a scomparire.

Oppure si potrebbero occupare per fare musica, arte, cultura …

Idee, sogni, fantasie destinati a restare tali.

O no?

:-)

Originale da:

http://www.giosby.it/2009/10/03/piceno-abbandonato-fantasia-di-recupero-di-una-ricchezza-lasciata-nel-degrado/

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3 Opinioni a 'Piceno abbandonato: fantasia di recupero di una ricchezza lasciata nel degrado.'

  1. nooooo! certo che si può intervenire per far diventare realtà simili idee, sogni, fantasie! basta trovare le giuste connessioni! fino ad oggi non vi conoscevo, e ora son qui a condividere con giosby (chi sarà mai?) identiche impressioni! ringrazio Carlo Infante che mi ha segnalato questo luogo, e invito voi che mi sembrate interessati all’argomento dell’abitare umano (magari flessibilmente a seconda di come ci conviene nel corso delle epoche che attraversiamo) a discorrere insieme di giri alla scoperta di luoghi da ristrutturare o costruire per co-abitare e iniziative sostenibili che diano anche soddisfazioni economiche agli investitori intelligenti che esistono già nei vostri territori. Volete approfondire? http://urbanexperience.ning.com/group/urbanrec

  2. giosby giosby scrive:

    Eccomi qua! Che bello trovare qualcuno che vuole realizzare i sogni!
    Io ci sono anche se l’ultimo commento giunto sul mio sito a proposito mi ha decisamente fatto svanire ogni illusione.
    Sbaglio?

    http://www.giosby.it/2009/10/03/piceno-abbandonato-fantasia-di-recupero-di-una-ricchezza-lasciata-nel-degrado/comment-page-1/#comment-1813

    Comunque grazie Laura, speriamo bene …

  3. si che sbagli! Un centinaio di formiche avevano trovato rifugio sicuro in un pezzo di legna che ho appena messo a bruciare nel camino: non hanno scampo ormai e – pur se dispiaciuta – mi rimetto al pc e le abbandono al loro ardente destino. Nessuna abitazione può dirsi del tutto sicura, anche rispetto al suo valore che con il tempo può variare. Ma anche il nostro destino come persone che crescono, lavorano, invecchiano, vorrebbero lasciare beni a figli e nipotini, ha suoi bisogni specifici e altalene. Sarebbe forse utile considerare la possibilità di cambiare ingegnandosi a trovare meccanismi facilitatori a livello legislativo e di mercato immobiliare. Perciò, poichè ritengo che nessuna soluzione sia da scartare perchè quello che non va bene per me può essere eccellente per altra persona, è meglio non trascurare niente e cercare di salvare. La chiamano destinazione d’uso, mi pare. Ecco, destiniamo. Vogliamo fare un gioco nuovo, di fantasia? Ciascuno disegna sopra i ruderi quello che vuole, e spedisce l’elaborato al Comune. Una copia la mette in internet, così non va sicuramente nel cestino e altri possono vedere, criticare, commentare, rafforzare ….

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