PAESAGGI UMANI 2009 l’esperienza vissuta e quella ancora da vivere
Ieri sera non avevo proprio voglia di tornare a casa, oggi ho una grande nostalgia di questi tre giorni intensissimi vissuti insieme…nella testa ancora le note eseguite dal maestro Bongelli sul canto dei Quilapayun, la voce incantevole di Ginevra di Marco; negli occhi ancora centinaia di volti sconosciuti e familiari, la maschera umana di Antonio Rezza; nelle mani ancora i segni delle ortiche e lo scambio di conoscenza; in bocca ancora il sapore dell’alloro e della liquirizia; nel cuore tutti coloro che organizzando o vivendo questo evento sono andati un po’ più in là del partecipare e hanno cercato di condividere e tessere trame di relazioni con le cose, i paesaggi e le persone di questo territorio, comunicandole, e che consapevolmente o no, ora, contribuiscono a fare di una semplice associazione culturale quella che noi amiamo definire la Comunanza.

Con questo articolo, invito tutti coloro che hanno partecipato a qualunque titolo a PAESAGGI UMANI 2009 a dire la propria, raccontando la propria esperienza, esprimendo le proprie emozioni, facendo le proprie critiche, pronunciando i propri suggerimenti per il futuro...vogliamo che le Comunanze crescano e che si confrontino con altre realtà, magari costruendo ponti di comunicazione con cui consolidare la nostra amicizia e la collaborazione su progetti come questo.






















…sono stata davvero bene, mi sono divertita un sacco…..sicuramente da rifare!!
…Se posso però, vorrei lasciare un piccolo suggerimento.
Secondo me sarebbe stato meglio organizzare gli eventi e i workshop in uno stesso luogo … senza doversi spostare evitando quindi di utilizzare l’auto e potersi rilassare completamente…e poi se tutti avessimo dormito nello stesso ostello….la fasta si sarebbe fatta insieme!!!! io non sono stata invitata a servigliano :(
Non avevo mai partecipato prima ad un evento del genere, e la sensazione più forte che ho avuto è stata di tornare a casa con qualcosa in più rispetto a quando ero partito.
Concordo con Sara, sarebbe stato bello forse vivere tutti nello stesso ostello, il prossimo anno c’è da pensarci ;).
Alcune mie impressioni:
– la casa di mattoni – un luogo straordinario di mescolanze di lingue, culture e colori ;).
Non mi sarei mai aspettato un posto del genere, in cui ragazzi di diversa etnia, vivono in pace e condividono le proprie esperienze e conoscenze.
Che buoni i dolci al cocco!!
– il mitico Rezza – un comico eclettico e molto pungente, il suo cinismo non lo dimenticherò facilmente ;). Ppppppche’…
- L’ostello di Montelparo – una fantastica struttura/ostello/convento in cui si respira ancora la severità di un monastero in contrasto con la bellezza dei panorami che circondano questo luogo quasi magico.
- Gli amici senza nome – ho incontrato tante di quelle persone di cui non ricordo il nome, ma solo le facce, i vilti espressivi di persone che vogliono vivere una vita non monotona e sempre uguale.
– Gli amici con un nome ;) – un mio personale ricordo a tutto lo staff organizzativo, che nel bene e nel male, ha cercato di fare qualcosa di diverso dal solito.
Un saluto ad Enrico, Agata, Lucia (quante risate ;) ), Nadia, Arianna, Fabio, Luigi, e tutti i ragazzi dai nomi impronunciabili per me, della csa di mattoni.
Anche se questa 3 giorni è stata per me molto dura e faticosa, parteciperei sicuramente al prossimo anno senza battere ciglio.
Ora ho ben capito cosa si intende per COMUNANZA.
Un esperienza complessa e completa, a contatto con il paesaggio provinciale e il paesaggio umano dei tanti accorsi.
Sono d’accordo con l’osservazione di Sara, anche da quanto riportato in commenti di conoscenti e conosciuti.
Valore aggiunto quello di poter stare 3 giorni al di fuori dal contesto quotidiano, vivendo come andrebbe vissuta una serena esistenza.
Grazie a tutti voi.
@Mirko: mi associo al saluto degli amici con nomi.
A presto.
Condivido l’osservazione di Sara riguardo l’ostello, se non altro perchè a Montelparo, dove ero io, a parte lo staff non c’era alcun laboratorio se non il 3 la festa finale (a differenza dell’anno scorso dove a Montelparo si trovava il workshop sul paesaggio sonoro che riproporrei sicuramente anche per il prossimo anno). I paesaggi umani sono così, belli e dannati, gioiosi e difficili: l’esperienza della convivenza con l’altro, la sua accettazione, la costruzione e la progettazione comunitaria, il bene comune, sono valori che devono prescindere da tutto il resto nella loro fondamentale importanza nella vita di ognuno nella società, quindi nella vita di tutti noi.
MI PERMETTO UNA PICCOLA VIOLAZIONE DELLA LEGGE SULLA PRIVACY RIPORTANDOVI CON COPIA/INCOLLA I RINGRAZIAMENTI DI UNA AMICA OSPITE ALLA FESTA DELLA COMUNANZA IL 3 MAGGIO. I RINGRAZIAMENTI SONO PER TUTTI..!!!
Ciao Anna Laura,
volevo ringraziarti per la giornata di ieri, che nonostante il tempo (che poi tutto sommato é stato clemente) é stata molto piacevole. Abbiamo mangiato molto bene ed abbiamo molto apprezzato la lezione sulle erbe spontanee. Tutto organizzato magnificamente. Grazie un abbraccio e a presto elena
poi volevo aggiungere agli amici dello staff….che vi saluto io per prima, visto che vi siete dimenticati di me…;-)
Esperienza umanamente davvero forte….
Io ero partita con l’intento di rimanere una sola giornata, ma poi il calore delle persone, dei paesaggi, le risate fatte con gli amici vecchi e nuovi, mi hanno coinvolto così tanto da decidere di restare lì con voi fino alla fine.
Oltre al suggerimento di Sara che condivido, che ne dite di mettere a disposizione per il prox anno, magliette e biancheria per i paesaggisti dell’ultima ora che partono così all’avventura e senza sufficienti cambi come me? ;)
Scherzo!
…anche se una maglietta di paesaggi umani io l’avrei comprata molto volentieri in ricordo dell’esperienza vissuta.
Un abbraccio forte a tutti i compagni di paesaggio :)
Anna L, perchè tu sei implicita, essenziale e scontata come l’aria che respiriamo e il sole che ci riscalda: salutarti sarebbe stato superfluo … :)
Proposta:
…che ne dite per il prossimo anno di un workshop di “improvvisazione musicale”….bello no?
Sara ciao, ieri si discuteva proprio di questo…sicuramente tornerà il workshop sui paesaggi sonori, ci metteremo subito al lavoro per progettare anche questo tipo di esperienza all’interno del festival…