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Dalle piccole alle grandi community: stesse difficoltà, stesse opportunità. Ripartiamo. Cos’è Glocal.

Scritto il 10 luglio 2008 da arianna_p. Leggi altro su Comunanze.

Andare daccordo è molto difficile, o meglio, è molto difficile quando ognuno di noi ha addosso la propria di storia e se la trascina dietro come il colore dell’iride o un neo sul piede sinistro. Così, con la propria storia e la conseguente e del tutto personale situazione culturale, sociale, politica, economica e geografica si creano quei presupposti perchè ognuno di noi vive di bisogni più o meno oggettivi o, isolati o accompagnati a questi, di esigenze e aspettative più intime e specifiche in rapporto sia all’esistenza, che all’altro con cui condividere questa esistenza.

Allora ecco che si ritorna inutilmente a discutere sul parallelismo tra micro e macro sitemi, entrambi con le stesse opportunità, entrambi con le stesse difficoltà: nell’interagire con l’altro, nel perseguire gli stessi scopi (ammesso ce ne fossero), nel condividere la stessa idea, lo stesso sentimento di vita.

Dal micro al macro, dalle piccole alle grandi community quello di trovare un obiettivo comune è stato, è e sarà sempre percepito come un traguardo, il punto focale, l’umana sfida. Adesso, in relazione a questa lunga, forse un pò scontata, premessa, la domanda che voglio quasi in maniera inopportuna lanciare qui è: la non accettazione di questa sfida è necessariamente non accettazione dell’altro o la premessa perchè si scateni, ripeto necessariamente, una guerra? Il fatto di non condividere lo stesso punto, lo stesso traguardo, o meglio, lo stesso sentimento di vita, deve necessariamente essere percepito come una sconfitta, dell’umanità nel macro, di un gruppo generico di persone (due o più) nel micro e nelle piccole community?

Insomma, quello che io mi chiedo e chiedo anche a voi è se può esistere un’altra strada, diciamo una terza, per vivere fantasticamente, diversamente, bene insieme, senza dover per forza condividere o desiderare lo stesso risultato. Quello che io mi chiedo è: cos’è veramente Glocal? Io ho utopicamente osato. Adesso a voi.

P.S.: riporto qui sotto le ultime osservazioni sulla scorsa riunione che ci siamo scambiati via mail, come richiesto da Carlo.

Fabio ha scritto:

Alla luce di quanto emerso ieri sera nel corso della riunione, cioè che sussistono all’interno di Comunanze.net diversi punti di vista ed aspettative riguardo alla gestione ed alla programmazione delle prossime attività dell’associazione, considerata anche la difficoltà riscontrata nel confrontarsi su proposte concrete dovuta alla scarsa chiarezza ed al disordine nella trattazione dei punti dell’ordine del giorno, propongo di riunirci separatamente in gruppi di lavoro ristretti, che si formeranno spontaneamente e ai quali spetterà di strutturare e presentare delle proposte concrete, chiare e valutabili in occasione dei prossimi appuntamenti plenari.
Che ne dite?
Fabio R.

Arianna ha scritto:

Per me va bene.
A dire il vero, pensavo che dalla stessa riunione scorsa ci trovassimo già in questa fase: in effetti, pensavo si fosse già creato un gruppo spontaneo su di un progetto specifico (arianna, gg, enrico, annalaura, nadia) che ho cercato di portare (da sola) quella sera stessa in modo confusionale e con molta difficoltà (perchè da sola). Un progetto che questo gruppo spontaneo (arianna, gg, enrico, annalaura, nadia) avava già delineato in linea di massima attraverso contatti di varia natura (come skype o amichevoli incontri serali) e che avrebbe dovuto prendere una forma più precisa nella scorsa riunione attraverso il contributo di tutti. Adesso ho capito (anche come da fine colloquio con gli altri la sera stessa) che il problema è, come dice Fabio, nei diversi punti di vista ed aspettative, ma anche e soprattutto nella tempistica e nell’assenza di un dettagliatissimo e autorevole ordine del giorno quando ci incontriamo.
Arianna

Carlo ha scritto:

Il punto è come ripartire dall’esperienza di glocal 2.0
Che per molti aspetti non ha funzionato, al di là delle belle idee.
Manca un radicamento nel territorio, primo dei problemi.
Va costruito e quindi rilancio la necessità di sviluppare un progetto formativo attraverso l’idea del Performing Media lab messa in frigo lo scorso autunno.
Ripartirei da qui. Magari coinvolgendo l’Accademia di Mc. E su questa linea gli Istituti d’Arte e licei artistici sul tema della creatività digitale.
Ci legge anche Alice che ha una tesi importante che tratta anche di comunanze.net. Verrà pubblicata tra un po’ sul nostro blog!!!
Sarebbe opportuno studiare una cposa simile anche con Architettura…
No?
E poi (poi) rilanciare Casa Sonora.
Che dite.
Riportiamo questo dibattito nel blog?

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