BlogIntervista a: ARTERIA COMMUNITY….Dalle “Interferenze di Radio Kabul” ai giorni nostri.
- Postato da Nadia in data 28 Luglio 2008, nelle categorie: Comunanze, Arteria Community
Arteria Community: c’è una storia da raccontare.


Anzi, tante storie, di artisti e giullari della comunicazione, che selezionano e restituiscono l’ironia del quotidiano e di ciò che vi ruota intorno.
Dalle “interferenze di Radio Kabul” (CodiciDiPace 2005, quando ci siamo incontrati) ai Paesaggi Sonori (PaesaggiUmani 2008), quali sono state le radici delle vostre idee e quali, ora, i vostri personali progetti?
Se vi va, rispondete nel blog con i vostri commenti, cercando di raccontare le vostre singolarità … ”ciò che è ognuno di voi”…
Cercheremo di scoprire insieme le cose che vi uniscono in “Arteria Community”, perchè è nata e qual’è il suo cammino.

3 Agosto 2008, 23:23
Arteria Community nasce come un’illusione ottica:
riuscire a vedere tra le immagini sfocate e un pò vitree
il disegno che si sovrappone alle tante sfaccettature geometriche.
Saltando tutti i parametri degni o fasulli di una associazione tipica senza lucro
il nostro percorso è iniziato con un incontro, davanti ad una bottiglia di vino,
un Rosso piceno se non ricordo male; di fronte ad una finestra semiaperta, con il fumo
delle sigarette che incendiava i nostri polmoni, abbiamo cominciato a fantasticare
su idee, progetti, utopie, mescolando desideri e delusioni, provando a percepire il territorio che
ci circondava non come inerme succo da spremere ma come materia da definire e sperimentare.
La possibilità di intervenire politicamente sul territorio e sulla comunità con elementi di mediazione
artistica e tecnologica è la nostra personale modalità di sperimentazione e di intervento.
Arteria si esprime inizialmente come incontro di diverse unicità, per divenire momento di interscambio
tra abilià personali, capacità di vedere collettivamente e sintesi dell’azione.
L’ironia è parte fondamentale nei processi creativi di Arteria,
un’ironia che non è semplice esercizio di stile
ma che riflette un modo personale di relazionarsi con il mondo e le sue ironiche rappresentazioni
Dai primi lavori di Arteria ad oggi è possibile rintracciare
un filo che unisce la libertà di creazione con un sempre più forte stimolo alla
connessione con altre realtà di appartenenza sul territorio;
La teconologia, con le sue forme espressive, è elemento relazionale essenziale
come contatto diretto tra noi stessi, il nostro essere nel mondo e nel tempo e
una reale possibilità di cambiamento sociale
Arteria Community è alimentata da chiunque partecipi o voglia partecipare ai progetti,
non ci sono soci o tessere aggregative, la denominazione “associazione di idee” ci libera
dagli stretti confini mentali di essere “uno che fa parte di…”
4 Agosto 2008, 14:02
Quando incontrai Luigi Coccia insieme ad altre persone, mi resi subito conto del fermento e dello spirito culturale che animava delle community spontanee dentro un piccolo territorio come quello di una provincia. Le associazioni, come le aziende, sono fatte di persone e queste persone le animano e le contraddistinguono. Mi resi subito conto che la reale capacità di Arteria, la sua reale forza di intervento nel territorio, consisteva proprio nella sua genuina facilità di legare fatti e persone, di creare uno spirito partecipativo e collaborativo tra chiunque, cittadini e giovani del luogo, fosse realmente interessato a condividere progetti e idee, come dice Luigi, senza tessere e senza sentirsi “uno che fa parte di…”. Se a volte, questa destrutturazione da una parte poteva apparire rischiosa, dispersiva e debole, si è rivelata invece nel corso del tempo come la vera forza, la reale sinergia di Arteria Community, valorizzandola e contraddistinguendola da tutte le altre associazioni presenti nel territorio che seguono un modus operandi, diciamo, classico. Per questo motivo, l’incontro con Nadia Bongiovanni, Carlo Infante e Comunanze.net ci è sembrata l’opportunità azzeccatissima per un’ulteriore realizzazione e “sviluppo” di idee e progetti che Arteria già intimamente sentiva e condivideva.
18 Agosto 2008, 12:39
Luigi scrive:
Saltando tutti i parametri degni o fasulli di una associazione tipica senza lucro il nostro percorso è iniziato con un incontro, davanti ad una bottiglia di vino, un Rosso piceno se non ricordo male; di fronte ad una finestra semiaperta, con il fumo delle sigarette che incendiava i nostri polmoni, abbiamo cominciato a fantasticare su idee, progetti, utopie, mescolando desideri e delusioni, provando a percepire il territorio che ci circondava non come inerme succo da spremere ma come materia da definire e sperimentare.
La possibilità di intervenire politicamente sul territorio e sulla comunità con elementi di mediazione artistica e tecnologica è la nostra personale modalità di sperimentazione e di intervento.
18 Agosto 2008, 12:40
Vino fumo e poesia…
Non vi sembra che occupandosi di politica in un modo così mediato (dall’arte e dalla tecnologia) si rischi di restare confinati in una landa pittoresca ma purtroppo molto lontana dai luoghi dove si sta decidendo realmente e concretamente quale sarà il nostro futuro?