c’era un bel paesaggio, e poi…

Sono stati tre giorni molto densi, carichi di cose da imparare, da comunicare e da raccontare per chiunque organizzatori e partecipanti.
Proviamo ad aprire un dibattito con chi ha partecipato e con chi ha seguito paesaggi umani a distanza per capire cosa vi è piaciuto e cosa no, perché e cosa avreste voluto fare e cosa vi aspettate e volete che venga fatto in futuro…
Vi lascio qui alcune parole chiave, alcuni aspetti che hanno caratterizzato la manifestazione e sui quali sarebbe bello avere il punto di vista di tutti, o forse per dirla come il nostro mentore carlo, il “punto di vita”..che per me è il punto di contatto tra la nostra percezione del mondo e le idee, i mezzi che abbiamo per trasformarlo.
Questi i punti sui quali vorremmo che a scelta chiunque si esprimesse, senza remore e con totale sincerità, comunicandoci sensazioni, critiche, suggerimenti di qualunque tipo:

- accoglienza ed organizzazione generale
- esperienza “residenziale” e di convivenza con luoghi e persone
- modalità di partecipazione e conduzione dei workshop
- momenti di socialità e di aggregazione
- potenzialità inespresse legate ai luoghi, le persone, le tematiche affrontate
- percezione del concetto di “comunanze” nell’ambito dell’intera manifestazione
- (?)

ovviamente se avete altri focus da fare aggiungetene a piacimento…


5 Commenti a “c’era un bel paesaggio, e poi…”

  1. marco d'alessandro dice:

    l’evocazione della quiete- e il silenzio
    come predisposizione all’ascolto-
    l’ascolto è sondare- sondare “paesaggi umani”- il suono è una chiave

    soltanto un’osservazione,forse il laboratorio sui paesaggi sonori avrebbe potuto avere uno sviluppo più pratico come ad esempio(vista la co-incidenza del laboratorio di raccolta e cucina delle erbe spontanee) la realizzazione di un piccolo documentario sonoro su questo tema con un montaggio di parole e suoni ad esprimere una relazione tra l’uomo e il suo territorio.

    un sorriso a tutti e un grosso grazie

  2. Pier Paolo Dalia dice:

    Ciao,ho partecipato alla rassegna dal 1 maggio.Subito ho notato un ottima,organizzazione,accoglienza e partecipazione delle realta’ esistenti:giornata svolta ad Ascoli,casa dei mattoni,centro di Montelparo, la situazione nel comune di Servigliano(ho notato che parcheggiare non ci sono disagi). Ho frequentato il corso di Improvvivo,ho apprezzato la liberta’e disponibilita’ del teatro.Nel mio ambito, ho cercato di avere rapporti nel gruppo di scelta di attivita’.Ho notato, nelle varie localita’una aria di ospitalita e tolleranza…..di altri tempi, tra di loro,i residenti,c’e’ un dialogo “come era una volta”.Il punto 5 e’ piu’ consono al gruppo di Rezza,che ha affrontato la popolazione, e paesaggi sonori …hanno vissuto la strada. Comunanze cerca di legare i vari comuni interessati; di attivita comunitarie tra i partecipantie, tra di loro e i residenti. e integrare ….i ragazzi della casa dei mattoni . Un applauso lo spettacolo di Rezza,e al conduttore di Improvvivo .Infine cercate di non cadere nella trappola,di organizzare tipo collegiale o da caserma,come accade….se ce saranno altre.Un abbraccio e grazie Pierpa.

  3. carloi dice:

    mi aggancio all’ultimo riferimento dell’intervento di Pierpa, quando parla di “attenti alla trappola dell’organizzazione tipo collegio”…
    Non so se interpreto bene, ma quello che penso, proiettandomi nel futuro di Paesaggi Umani, riguarda proprio l’idea di una possibile Pluriversità delle Idee e dei Progetti sostenibili. Un altro modo di concepire l’attività formativa di Università, Collegi e Summers School con una forte impronta partecipativa e qualificata da interventi di liberi pensatori…
    Mi piacerevve aprire un cantiere di riflessione su questo. Visto che è previsto al S.Agostino un polo scientifico.
    Troverei interessante innestare in quello linea di sviluppo le nostre idee di comunanze.

    Nell’altro post trovare qualche altro feedback
    http://www.comunanze.net/2008/05/03/paesaggi-umanitroppo-umani/

    Ma interveniamo qui (sono convocati tutti quelli di comunanze.net!) per confrontarci pubblicamente.

    Un invito particolare ad Attilio che ha coordinato Paesaggi Sonori.
    L’incontro su quel tema s’è concluso invitando tutti (relatori + degli altri) a intervenire nel blog. In questo post
    http://www.comunanze.net/2008/05/02/paesaggi-sonori/
    Sarebbe opportuno sollecitare tutto nil gruppo dei musicisti e studiosi, inserendo link pertinenti ai nomi e it temi messi in campo.

    Si attende.

  4. lalli de lallis dice:

    io proporrei per una futura edizione di lascare maggiore autonomia sui pasti anche a montelparo. ho la sensazione che la dimensione del convento/ostello, molto bella per altro, abbia inevitabilmente portato ad una minore relazione con il resto del paese..all’interno del convento si dormiva, si mangiava, si studiava e questo rischia di far pensare ad un pacchetto “all inclusive” che non è naturalmente nelle nostre prorità.
    Però magari questa è solo la mia percezione dovuta al fatto che per necessità logistiche non sono effettivamente mai uscita dal convento (ho anche una naturale propensione alla clausura mistica, lo confesso…). mi piacerebbe sapere se qualcuno dei residenti ha avuto la stessa percezione, ne terremo conto nelle prossime edizioni!!

  5. carloi dice:

    avete visto questo?
    http://www.ilmascalzone.it/articolo.php?id=15582

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